lunedì 1 ottobre 2007
Nostalgia/3 ... nuova creazione
Ecco, quindi, cosa sfodero dal mio cilindro... Vediamo cosa ne verrà fuori.
www.valsuganarugbypadova.blogspot.com
sabato 29 settembre 2007
Nostalgia/1 ... Pausa
Dopo 14 anni che sei impegnato in maniera costante e forte in un'attività sportiva, a mollare tutto...fa uno strano effetto.
Soprattutto se negli ultimi 14 anni hai passato gli inverni nel fango... nella neve... con il ghiaccio...con le docce fredde... con 3 allenamenti a settimana e senza mai una domenica libera...
Beh...quest'anno ho deciso di prendermi un anno di pausa. Già, dopo 14 anni una pausa.
Mi son reso conto che mi mancano gli stimoli, che ho bisogno di dar priorità ad altre cose della mia vita (tipo università verso la fine e vita sentimentale agli inizi).
La cosa strana è che, tornato a salutare i miei amici e ormai ex compagni di squadra, sebbene siano passati neanche un paio di mesi...mi sento già un estraneo. Ci sono un sacco di facce nuove, son cambiate parecchie cose...è buffo...non riesco a capire se le stesse cose succedevano ogni anno, solamente che essendo sempre "dentro al giro" non me ne accorgevo...o se proprio quest'anno che ho deciso di smettere....
L'altra cosa, ancora più strana, è che al momento non sento la mancanza di nulla di quel che facevo prima.
Ho sempre messo il rugby al primo posto, alla pari con la mia famiglia (per la gioia di mio padre, un pò meno di mia madre). Mi è sempre stato d'aiuto, fisicamente e mentalmente, a crescere come uomo, a crescere nel rapportarmi con amici e avversari, a sfogare la tensione, a divertirmi...
Ora, sinceramente, non mi manca...ed è la cosa che mi fa stare un pò così...
Probabilmente è normale, dopo tanto tempo una pausa ci vuole..un momento per fare il punto della situazione...
Boh vedremo...è una situazione strana...ma interessante...
giovedì 26 luglio 2007
Arrivederci/addio
Di solito quando una persona se ne va...sono molto, molto triste. E la sua partenza è una cosa su cui mi preparo per giorni e giorni...
Stavolta nulla di tutto ciò. Non credo proprio sia stato per menefreghismo, anzi. Probabilmente è successo tutto così velocemente che non me ne sono reso conto, o non ho voluto rendermene conto.
Si, forse è così. Per non soffrire ho deciso di far "finta di nulla".
Ma il giorno è arrivato.
C'è una frase che mi ha colpito, il giorno della festa: "...ci si dice sempre arrivederci, ma tanto poi si sa...che non ci si rivedrà più al 99%...".
Mi ha fatto star male, soprattutto perché è vera. Quanti arrivederci si dicono, per mascherare invece la parola giusta per quel momento, cioè addio...
Non so ancora se sarà un addio o un arrivederci, so solo che ce la metterò tutta per venire in Argentina a trovarti, Este.
Perché mi hai detto alcune cose negli ultimi giorni che non potrò mai dimenticare, ma soprattutto perché non ne hai dette altre, magari troppe e banali.
Hai detto che parti povero di materiale, ma stra-ricco di emozioni e sentimenti. Anche io lo sono, e a nostro modo anche io parto...non prendo un aereo, ma continuo il mio cammino senza un carissimo amico.
domenica 22 luglio 2007
Sport e vita (di tutti i giorni)
Lo trovo molto interessante e stimolante, perché parla anche di rugby...
Grazie Velies.
L'omosessualità nello sport è ancora coperta da un tabù incrollabile e, anzi, non molto tempo fa un giudice di merito si pronunciò sostenendo l'assoluta inconciliabilità della "qualifica di omosessuale" con la condizione di atleta professionista, segno evidente che il pregiudizio è ancora duro a morire.
Tuttavia, non tutti i gay si dedicano allo shopping e alla cura delle proprie unghie: ho contattato un rugbysta che gioca a livello amatoriale, omosessuale dichiarato (nei termini che vedrete), e lui è stato così gentile da rispondere a qualche domanda e a prestarsi a questa specie di "intervista". Le virgolette sono d'obbligo perchè le domande, ahimè, non sono il massimo. In compenso, intelligenti e attente sono le risposte, anche se, come ha detto il nostro amico "mi fa un po' strano scriverti così tanto di me, anche di cose che ritengo personali…"
Un rugbysta omosessuale... molti "regolari" farebbero fatica a crederci...
Beh... Pratico il rugby da 14 anni ed è entrato nel mio DNA, la squadra è ormai una famiglia per me. Succede in tutti gli sport di squadra, ma nel rugby i compagni sono qualcosa di più: non ci si allena e gioca solamente insieme, ma si fanno feste, tornei per beneficenza, si esce a bere una birra molte sere a settimana in compagnia. Con morose, mogli, amici, parenti…
Sei l'unico omosessuale della squadra?
No: siamo in due, e, fino a 4-5 anni fa, nessuno dei due sapeva dell'altro. Abbiamo gestito la cosa in maniera diversa, anche per via delle differenze di età. Lui si è dichiarato ufficialmente, e la squadra l'ha presa bene. Magari i primi tempi qualce scivolone con qualche battuta pesante, ma fatta più per stereotipo che per cattiveria o intento maligno.
E tu? Hai avuto paura di essere rifiutato?
Ovvio che la paura del rifiuto c'è stata. Parecchia. Si parla comunque di uno sport in cui c'è contatto fisico, ci si fa la doccia nella stessa stanza, ci si vede nudi…e la goliardia che ruota attorno a questo sport è spesso basata su scherzi, battute e cose con riferimenti sessuali. Alla fine bisogna fare i conti con gli stereotipi e con le leggende, purtroppo. A quel punto sta alla sensibilità delle persone che hai di fronte...
Sei dichiarato?
No, anche se il mio amico in pratica mi aveva aperto la strada. Non devo giustificarmi con nessuno; inoltre, visto che con lui erano tranquilli, non ne vedevo la necessità (il gesto provocatorio "apripista" era già andato a buon fine). C'è un altro motivo, forse quello fondamentale: nella società ricopro, oltre al ruolo di giocatore, anche quello di membro del consiglio direttivo e di allenatore di squadre juniores. L'ho fatto per evitare imbarazzi alla società: i ragazzini di oggi non hanno più nessun problema di fronte a certe argomenti, ma forse i genitori... Così mi son sempre fatto… i fatti miei. ;-)
L'ho confidato tempo fa ad alcuni compagni di squadra, con i quali esco tutt'ora 3-4 sere a settimana, e con i quali abbiamo creato una compagnia di amici (diciamo che sono i miei migliori amici sia in campo che nella vita fuori). Anche loro l'han presa benissimo. Ovvio che non se l'aspettavano, visto che mi ritengo un tipo totalmente maschile. Ultimamente, dopo aver raggiunto un certo equilibrio personale, ho cominciato a portare fuori con la squadra il ragazzo con cui esco, senza fare chissà che presentazioni. Ormai penso l'abbiano capito tutti, ma l'ambiente è rimasto totalmente sereno. Anzi.
Certo che ci riesco! E' ovvio, i discorsi che si fanno cadono sulle donne (se mi permetti il termine anche se volgare, sulla figa :-P). Io dico la mia, valutando oggettivamente l'estetica. Poi, oltre…non mi sono mai espresso, ma, no, non mi sono mai sentito alla finestra. Semplicemente, non avevo e non ho più di tanto da dire.
Scusa la domanda... "da caserma", ma credo che te l'abbiano fatta tutti: "come fai", negli spogliatoi?
Eh eh… questa domanda me l'hanno posta quasi tutti gli amici gay che ho e pochissimi degli amici etero... Stare nudi per me è normale. Gioco dall'età di 12 anni e ormai non mi fa né caldo né freddo. Sono abbastanza razionale da controllarmi. Poi siamo una famiglia, siamo molto legati, mai e poi mai mi permetterei di fare "lo scemo" rischiando di perdere delle amicizie molto molto profonde. Certo, l'occhio lo si butta, ma siamo umani. E poi lo fanno (e anche spesso) anche gli etero ;-)
Qualche momento di imbarazzo?
Un po' di imbarazzo ogni tanto lo colgo, ma penso sia normale. Si butta li una battuta (fatta con il cuore) e si va avanti… Io stesso ricevo battute (fa parte del gioco), ma mai cattive: sono sempre stato una persona corretta, mai fatto allusioni, ammiccamenti o cose ambigue, per cui mi sono guadagnato un certo rispetto, come giocatore e come persona.
Un rapporto normalissimo, quindi!!
Certamente! Alcuni compagni di squadra, specie all'inizio, erano curiosi di sapere e capire cosa, come, dove, perché… Anzi, poi alcuni di loro li ho pure portati con me a ballare con le loro morose e i miei amici gay in disco gay. E si son divertiti una cifra...
Grazie per esserti prestato a questo gioco.
E' stato un piacere. Spero di essere stato abbastanza esauriente: ci sarebbe da scrivere un libro intero…anche perché poi son tutti fatti che si legano in maniera complessa e indissolubile con tutto il resto della mia vita: famiglia, amici, studio…
Se volete commentare direttamente sul blog di Velies, questo è il link: Parole in libertà
lunedì 16 luglio 2007
Arrivederci Esteban
Staccarsi dagli amici è sempre doloroso.
Quando poi questi amici ti hanno segnato particolarmente la vita, con la loro semplice presenza...è durissima...
Non starò qui a spiegare cosa, come, quando....in questo momento voglio tenere per me molte cose...
Qui voglio solo lasciare un segno. Un'istantanea....come promemoria...per non dimenticare.


Arrivederci Esteban


