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mercoledì 7 gennaio 2009

Ansia e paura



Ce la farò?
E dopo cosa farò?
E se non mi piacesse più fare quello per cui ho impegnato 8 anni della mia vita?
E se mollassi tutto?

Ansia, ansia, ansia.......paura.

sabato 12 luglio 2008

The summer is magic

Lenta, umida, afosa. La mia estate sta passando.
Pian piano, senza grossi sconvolgimenti, ma ricca di conferme, soddisfazioni, punti di arrivo e qualche buona notizia.
Sto guardando fuori dalla mia finestra, davanti a me il quartiere riposa tranquillo avvolto nella languida atmosfera tipica dei pomeriggi dei weekend estivi.
Fuori umidità, afa, qualche uccello. Di tanto in tanto una macchina che passa velocemente, quasi costretta a far la spola tra un posto e l'altro, saltando da un ambiente climatizzato all'altro, come si fa d'estate in spiaggia, quando si cammina sulla sabbia nell'ora più calda, saltando da un'ombra all'altra, per non scottarsi i piedi.
L'unico suono che attira l'attenzione più di tutti è il continuo e sommesso ronzio dei condizionatori. Veri padroni dell'aria e del suono delle nostre estati.
Dentro, 25 gradi asciutti. Aria condizionata, ovviamente. Ma un'aria che non è più quella viva della finestra aperta. Aria confezionata la chiamo io.
Ovvio che non disdegno, grazie ad essa alla notte almeno si può riposare, senza alzarsi al mattino più stanchi di prima, nella famosa pozza di sudore...
L'estate è sempre stato il periodo dell'ozio. Mare, dormire fino a tardi, vacanze e compiti per le vacanze. Crescendo queste cose han sempre mutato in percentuale rispetto al tempo totale a disposizione, ma son rimaste le stesse.
Quest'anno, invece, la mia estate è cambiata.
Il lavoro che ormai è diventata una componente "seria" e continua nella mia vita (contratto a tempo indeterminato "guadagnato" a fine giugno) e studio intenso ormai "agli sgoccioli" (1 esame mancante, tesi in fase di elaborazione) la fanno da padroni.
Niente ferie. Almeno per quest'anno, niente ferie "classiche", luglio o agosto. Si vedrà a ottobre (spero!).
Per il momento cerco di adattarmi a questa nuova routine.
I pomeriggi si alternano tra studio e qualche ora in piscina.
Qualche aperitivo in tarda serata, una pizza in qualche giardino estivo e serate all'aria aperta con gli amici.
Giardino, qualche candela, una birra fresca, magari un pò di musica o una partita a carte. Il relax migliore. Ogni tanto una caotica evasione in qualche locale notturno, per non perdere l'abitudine alla "movida" notturna. Qualche incursione nel confezionamento di qualche centro commerciale. Il resto è gran calma e tranquillità.
Quando poi, giorno dopo giorno, capisci sempre più di aver trovato una persona più che speciale al tuo fianco, cosa chiedere di meglio?

giovedì 21 febbraio 2008

A me

A TE
Jovanotti - Safari - 2008

A te che sei l’unica al mondo
L’unica ragione per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All’ angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perché non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all’aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un po’
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l’unica amica
Che io posso avere
L’unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
a te che hai reso la mia vita bella da morire, che riesci a render la fatica un' immenso piacere,
a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande,
a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più,
a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo,
a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore,
a te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei, sostanza dei sogni miei...
e a te che sei, semplicemente sei, compagna dei giorni miei...sostanza dei sogni...

martedì 8 gennaio 2008

Caro Babbo Natale...

Caro Babbo Natale,
è vero, di solito la letterina va scritta PRIMA della vigilia di Natale, ma quest'anno vorrei andare contro corrente, e scriverla dopo. Visto che non credo ti abbia mai scritto nessuno dopo. Tutti contenti e felici dei regali, e tutti che se ne fregano di dire almeno grazie.
Grazie è una parola che, facendo attenzione, pochi usano. Con il passare del tempo è una parola che purtroppo sta scomparendo. Vuoi per il modificarsi del linguaggio per motivi evoluzionistico-informatici, vuoi per la sempre più scarsa educazione (per non dire inesistente) dei giovani...

Grazie è una parola scontata...ma dal significato ancora importante. Ringraziare una persona non significa farlo solo quando ti aiuta o ti fa un favore materiale.

Trovo giusto ringraziare una persona ogni qual volta ci fa stare bene, ci dona un pò del proprio tempo, una parola di conforto, una spalla su cui piangere o semplicemente qualche momento di silenzio ad ascoltarci.

Ecco allora, caro Babbo, che ti ringrazio. Ti ringrazio tanto perchè quest'anno il regalo me l'hai portato 6 mesi prima. Quest'anno il regalo più bello è stato riscoprire la gioia e la voglia di amare e di voler bene alle persone.
Quest'anno il mio regalo è stato, finalmente, trovare il mio posto nel mondo. Con i miei cari, i miei amici, con una persona speciale al mio fianco.
Il mio regalo: serenità, equilibrio, gioia, amore. Con una persona veramente molto speciale.
Grazie Babbo. Grazie M.
Grazie.

venerdì 21 dicembre 2007

Natale

















Sul Natale si potrebbe scrivere un'enciclopedia. Ognuno ha un suo modo più o meno "personale"-"originale"-"diverso" di trascorrerlo. Ognuno attribuisce la Natale il significato che meglio risponde al proprio modo di viverlo. Chi come puro sfruttamento commercial-consumistico, chi come tradizione liturgico-religiosa, altri come tradizione liturgico-familiare, altri semplicemente come un momento di pausa e riflessione in prossimità della fine di un anno.... Insomma, il Natale ha 1000 sfaccettature, 1000 modi di essere vissuto, interpretato e trascorso.
Il mio modo?
In casa mia il Natale è vissuto come un momento di riflessione sull'amicizia e sull'amore verso le persone care e gli amici.
I miei genitori provengono da un'educazione cristiana poco profonda, ma (ahimè) imposta e quindi non vissuta in maniera serena. Da questo han deciso poi un pò per me. O meglio, non han deciso nulla, dandomi la libertà di scegliere nel momento in cui sarei stato in grado di farlo.
Da questo quindi, Natale in casa mia non è mai stato fatto di religione, messa alla vigilia, ecc ecc.
Natale è sempre stato visto come sì una festa cristiana, alla quale comunque portare il rispetto necessario però, vuoi sicuramente influenzati dal consumismo commerciale, gli è sempre stato attribuito un significato legato all'amore e all'amicizia.
Amore e amicizia per i parenti e gli amici.
Natale come dimostrazione di affetto, come momento di ringraziamento verso tutti quelli che fanno parte della mia famiglia da tanto o da poco.
Natale come scambio di doni, ma con un grosso significato sotto, prima che come gara al regalo più costoso. Tante volte anche semplicemente un bigliettino, con auguri e ringraziamenti, tutti sempre sinceri e di cuore.
E' comunque "buffo" come poi il Natale in un modo o nell'altro abbia portato la mia famiglia ad una "scrematura" del parentado...
Però come dice sempre mio padre: "meglio pochi ma buoni" e "casa mia è casa mia, e se devo stare insieme forzatamente alle persone, tutta una giornata in situazioni di circostanza...meglio tagliare i ponti".
Dire che questo è il mio Natale, comunque, è riduttivo. Ci sono i regali e tutto il lavoro per trovarli-comprarli-impacchettarli-consegnarli, i biglietti di auguri, l'albero, i film di Natale, la sera della vigilia, il pranzo di Natale e il giorno di S.Stefano, il pandoro, i parenti, gli amici.

Regali. Per i regali, lo ammetto. Sono sempre abbastanza splendido. Se posso, ovviamente, non guardo molto il portafogli. I regali non sono meritocratici. Quel che mi sento faccio. L'importante è che siano il tramite per trasmettere un messaggio. In genere li allego sempre ad un biglietto personalizzato, con una frase tratta da un libro, due righe di poesia, o semplicemente qualcosa che mi vien dal cuore. Spesso è proprio il regalo ad assere allegato al biglietto e non viceversa.
Non si contano più ormai tutti i giri e i km e la benzina spesa per cercarli, comprarli e consegnarli.
Ultimamente ho perso l'abitudine di ridurmi al 23-24, ma riesco ad arrivare una settimana prima con già tutto pronto.
Nei pacchetti sono una frana, ma mi piace comunque farli. Mi sento un pò come Mucciaccia in Art-Attack.
L'albero. Simbolo più "pagano" del Natale. Non manca mai. fin da piccolo, l'ho sempre fatto con mia madre l'8 dicembre.
Ultimamente ha perso un pò il fascino che aveva quand'ero bambino, ma forse proprio perchè ora son cresciuto. E l'albero non è più il luogo dove compaiono i regali, ma è il punto di riferimento, dove vengono parcheggiati...
I film di Natale, non mancano mai. Da "la vera storia di Babbo Natale" a "Miracolo sull'8^ strada", passando per "Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato" quello originale, del 1973. Alcuni ovviamente non sono di Natale, ma sono ormai natalizi, entrati nella lista che tutti gli anni la tv ci propone, ripropone e inculca, un pò come il pranzo di Natale quando sei piccolo: tu non lo vuoi per giocare con i regali nuovi, e tua madre quasi ti lega alla sedia, tanto che poi lo subisci passivamente.
La sera della vigilia.Fino a 4-5 anni fa era fatta da 3 persone. Io mia madre e mio padre. Pizza e poi a casa a scartare i regali alla mezzanotte. Tutti sul lettone. Un rito magico.
Poi con l'età le cose son cambiate. I regali con i miei si scambiano al mattino del 25, la sera della vigilia è tutta dedicata agli amici. Quest'anno, per la prima volta, alla mia dolce metà....
Il pranzo di Natale. La tradizione della mia famiglia prevede di farlo con i parenti paterni. Da piccolo in casa di mia nonna, era un must....con gli anni è diventato un pò nomade...viaggia di casa in casa, di anno in anno, frutto della crescita della famiglia, e del cambiamento del modo di vivere il Natale globale. Bei pranzi, ma niente mangiate pantagrueliche. Il giusto. Nel rispetto di se stessi (per non star male) e per evitare inutili sprechi tipici di queste giornate.
Il giorno di S.Stefano è "the dey after". Decontaminazione da overdose di cibo, auguri, baci-abbracci e saluti. Il giorno per godersi i regali e l'ambiente familiare a Natale, con la serenità dell'intimità dei pochi.
Ovviamente, personalmente, a Natale il pandoro. Odio il panettone.

P.S. A breve un lista dei regali fatti e ricevuti.

mercoledì 17 ottobre 2007

Tranquillità

Dopo tanto tempo, dopo mille ragionamenti, mille paranoie e parecchie lacrime versate, penso e spero di aver trovato una certa tranquillità.
Appena un anno fa, dopo la storia con F. finita male, mi era caduto il mondo addosso, lasciandomi un profondo senso di solitudine (ovviamente), ma anche di sconforto e sfiducia nei confronti delle persone, dei rapporti e dell'amore. Proprio nel momento in cui mi sembrava di cominciare a "respirare"....
A quasi un anno dal fondo, che oltre ad aver toccato ho pure raschiato, direi che mi sono rimesso in sella alla grande. Ovviamente non prima di aver infierito in maniera autolesionitica (insistendo e cercando situazioni che non ci sono mai state, e/o era meglio evitare), ovvio...
Ma come sostenevo in qualche post precedente, in maniera sparsa qua e là....ho trovato il mio equilibrio. Per il momento.
Per il momento, ma direi che è già molto.
Ho ritrovato il mio equilibrio, ho riallacciato i rapporti con alcuni amici con i quali mi ero un pò perso, ho rafforzato moltissimo delle amicizie che erano già consolidate.
Ho scoperto dei lati di alcuni miei amici che non pensavo esistessero, o temevo non potessero esistere...e sono finalmente tranquillo.
Direi proprio che la parola chiave è tranquillità.
Nell'amore, nello studio, nell'amicizia, nel lavoro (spero), in famiglia...
Finalmente riesco a vivere sereno, senza ansie che vadano ad aggiungersi a quelle "di routine" di tutti i giorni.
Sicuramente un ringraziamento particolare e speciale va ad M., che mi ha dato la forza, la voglia e l'energia per riprendermi, per ricominciare ad amare, a sognare. Mi ha permesso (semplicemente con la sua presenza e la sua serenità) di affrontare e superare gli ultimi obiettivi che mi ero posto. Mi ha permesso di imboccare questa strada che porta alla mia pace interiore.
Che dire...basta così. Se non, che voglio vivere questo momento giorno per giorno, gustarmelo in ogni attimo, e lasciare e sperare che duri il più a lungo possibile.

domenica 30 settembre 2007

Nostalgia/2 ... Colloquio di lavoro





















Colloquio di lavoro, venerdi 28, all'Ikea di Padova.
3 ore a riempire fogli, a fare giochetti di gruppo (ma chi ha inventato la storiella dell'aereo precipitato nel deserto??) e infine a raccontarsi in 2 minuti...mah....!?!?
La risposta me la daranno entro 15gg...staremo a vedere.
L'ambiente dev'essere bello, relativamente tranquillo...
Dopo l'esperienza Autogrill forse ci sarà l'esperienza Ikea, chi lo sa...
L'importante è comunque trovare una fonte di reddito, visto che ormai sto sempre più trovando la mia strada tra una laurea più o meno imminente e la voglia sempre più forte di uscire di casa.
Già. Ormai...la tanto desiderata voglia di indipendenza si sta avvicinando a grandi passi. E sono molto diviso. Da una parte scalpito per portare a compimento tutti gli obiettivi che mi sono posto in quest'ultimo anno...dall'altra...la cosa un pò mi spaventa...il tempo del cazzeggio libero, delle mattinate a letto o davanti al pc sta finendo.
Riuscirò trovare un lavoro (che mi permetta una vita tranquilla) che non mi renda frustrato e che mi permetta di vivere un pò? o purtroppo dovrò entrare nel circolo vizioso che attanaglia mio padre in questo suo ultimo periodo pre-pensione? (speriamo perchè qui ogni giorno è un punto interrogativo).
Sempre più ormai i pensieri da "ragazzino" mi stanno lasciando...per far entrare nella mia testa le piccole e grandi ansie dell'età adulta: lavoro, soldi, politica, pensione, tasse...
E' un cammino obbligato, nulla da obiettare...e forse finalmente sto cominciando a tracciare la mia strada...però...se mi giro e mi guardo indietro...vedo che sto proprio crescendo.

sabato 29 settembre 2007

Nostalgia/1 ... Pausa
















Dopo 14 anni che sei impegnato in maniera costante e forte in un'attività sportiva, a mollare tutto...fa uno strano effetto.
Soprattutto se negli ultimi 14 anni hai passato gli inverni nel fango... nella neve... con il ghiaccio...con le docce fredde... con 3 allenamenti a settimana e senza mai una domenica libera...
Beh...quest'anno ho deciso di prendermi un anno di pausa. Già, dopo 14 anni una pausa.
Mi son reso conto che mi mancano gli stimoli, che ho bisogno di dar priorità ad altre cose della mia vita (tipo università verso la fine e vita sentimentale agli inizi).
La cosa strana è che, tornato a salutare i miei amici e ormai ex compagni di squadra, sebbene siano passati neanche un paio di mesi...mi sento già un estraneo. Ci sono un sacco di facce nuove, son cambiate parecchie cose...è buffo...non riesco a capire se le stesse cose succedevano ogni anno, solamente che essendo sempre "dentro al giro" non me ne accorgevo...o se proprio quest'anno che ho deciso di smettere....
L'altra cosa, ancora più strana, è che al momento non sento la mancanza di nulla di quel che facevo prima.
Ho sempre messo il rugby al primo posto, alla pari con la mia famiglia (per la gioia di mio padre, un pò meno di mia madre). Mi è sempre stato d'aiuto, fisicamente e mentalmente, a crescere come uomo, a crescere nel rapportarmi con amici e avversari, a sfogare la tensione, a divertirmi...
Ora, sinceramente, non mi manca...ed è la cosa che mi fa stare un pò così...
Probabilmente è normale, dopo tanto tempo una pausa ci vuole..un momento per fare il punto della situazione...
Boh vedremo...è una situazione strana...ma interessante...

mercoledì 26 settembre 2007

Ieri




















Sembra ieri, la sera in cui ci siamo conosciuti...e siamo rimasti impacciati davanti alla mia macchina, tu con la bici tra le mani, indecisi su come salutarci, ma entrambi certi di come ci sarebbe piaciuto farlo...
Sembra ieri, la sera del tuo compleanno, quando ti ho ufficialmente chiesto di fidanzarti con me.
Sembra ieri...invece è oggi. 3 mesi lunedi.
Sembra ieri...invece è oggi...e spero che ogni domani...sia già come ieri.

martedì 18 settembre 2007

Festa grande

Sabato 15 ho festeggiato il compleanno, e per la prima volta in vita mia son riuscito finalmente ad organizzarmi una festa in grande.
Aperitivo, pizza e discoteca.
Ma non tanto per quel che abbiamo fatto o dove siamo stati...ma per essere stati tutti insieme.
Vecchi amici, nuovi amici, vecchi amori...e il mio attuale.
Un modo, spero, per dimostrare la mia amicizia....e un modo, sicuramente riuscito, per dimostrare l'amicizia nei miei confronti da parte delle persone più strette che mi circondano (tolti i miei familiari...con loro il discorso è scontato).
Una festa grande..ma anche una serata particolare, dove finalmente son riuscito a riunire tutto il mio mondo, ogni parte di me stesso che alla fine non sono parti...ma sono un tutt'uno che non si può scindere.
Un modo per esprimere finalmente me stesso
al 100% e coinvolgere in pieno tutti i miei amici.
Aneddoti e scene le risparmio, sarebbe troppo lunghe elencarle.
Per tutti...GRAZIE. GRAZIE DI CUORE.





























Tutte le foto cliccando QUI

sabato 15 settembre 2007

HAPPY BIRTHDAY!!!













Quest'anno sono 26.....eh si.
26 anni di allegria e tristezza
26 anni di lacrime e sorrisi
26 anni di gioia e sofferenza
26 anni di amori e delusioni
26 anni di genitori unici
26 anni di Amici incredibili
26 anni di rotture di scatole e di sopportazioni (degli altri...nei miei confronti)
26 anni che sono e ci sono.

Tanti auguri, tanti auguri.

lunedì 3 settembre 2007

M.

Nek - Se Io Non Avessi Te

Se io non avessi te
forse mi arrenderei
tu sei la prima che
fa un viaggio dentro me
e poi non molla mai
se io non avessi te
che alternative avrei
qualcuno ha detto già
che non funzionerà
ma io non cambio idea
dò retta solo a me
scelgo e riscelgo te

Sai che amarti non è mai abbastanza
è che tu sei tutto
quello che mi manca
dimmi un pò
dimmi cos'altro c'è
se io non avessi te...

Se io non avessi te
forse vivrei a metà
e un uomo chiuso in sè
vegeta e non lo sa
che se non dai non hai
e ti convinci poi
che solo non ce la fai

Sai che amarti non è mai abbastanza
è che tu sei tutto
quello che mi manca
e così
come una scheggia te
sei entrata dentro me
dentro me......
se io non avessi te....

Sai che amarti non è mai abbastanza
è che tu sei tutto quello che mi manca
ed andiamo avanti soli o in mezzo a tanti
sempre accelerando sempre fino in fondo
fin che vuoi

mercoledì 29 agosto 2007

I dilemmi di Venezia: ponte o laurea?


foto tratta dal sito: ansa.it
Da quando mi son iscritto alla facoltà di architettura a Venezia, una delle prime domande che mi son sempre fatto è stata: riuscirò a laurearmi prima o dopo la costruzione del ponte di Calatrava (4° ponte sul Canal Grande) a Venezia?
Finalmente questa domanda ha avuto una risposta.
Di conseguenza, credo che quest'opera rimarrà parecchio impressa nella mia mente, perchè segna un punto importante per la misurazione dello scorrere del mio tempo da studente.
Il ponte lo stanno costruendo, finalmente. E io sono quasi agli sgoccioli con la laurea...
Che sia un segno?


Il ponte a me piace. Già solo la struttura, non ancora finita.
Mi è sempre piaciuto.
Non voglio entrare nel merito delle polemiche, ce ne son state e ce ne saranno fin troppe.
Però, a mio personale parere, rappresenta quello che è Venezia, in tutto e per tutto.
Città "eterna", che però (giustamente) fatica e ha paura del progresso, del cambiamento, in continua lotta tra il "rimanere" e il trasformarsi.
Che poi, a ben guardare, nel suo rimanere è sempre stata oggetto di continue trasformazioni.
Il nuovo ponte è il simbolo di queste contraddizioni. Elemento super moderno, in una città antica. Simbolo delle provocazioni e delle contraddizioni, delle sfide e delle discussioni che da sempre circonda Venezia, città d'arte, cultura, di cinema e di architettura. Città magica.
Anche se molti diranno che non c'è arte, non c'è cultura nel nuovo ponte, io dico che è un simbolo. A suo modo.
E per me è un simbolo perchè rappresenta anche un mio futuro (a breve termine) momento di grossi cambiamenti.


le due foto sopra sono tratte dal sito: ansa.it

Alcuni link al progetto:
www.calatrava.com
http://www.hbgroup.it/calatrava/foto.htm
http://www.invenicetoday.com/tour/ponti/4ponte.htm
http://www.youtube.com/watch?v=yNHiCYvL-sE
Se non vi bastano....cercate in google...c'è da stancarsi...

mercoledì 8 agosto 2007

Tieni il tempo...

Il tempo passa...inesorabile...a volte lento...a volte più veloce...
Nell'ultimo periodo mi accorgo che sta veramente correndo...

2002

2003

2004

2005

2006

2007

venerdì 27 luglio 2007

Un caldo pomeriggio d'estate...

tapparelle abbassate, condizionatore...musica...e cazzeggio libero...

E un pensiero sempre più fisso e presente...lasciare il nido...

giovedì 26 luglio 2007

Arrivederci/addio


Di solito quando una persona se ne va...sono molto, molto triste. E la sua partenza è una cosa su cui mi preparo per giorni e giorni...
Stavolta nulla di tutto ciò. Non credo proprio sia stato per menefreghismo, anzi. Probabilmente è successo tutto così velocemente che non me ne sono reso conto, o non ho voluto rendermene conto.
Si, forse è così. Per non soffrire ho deciso di far "finta di nulla".
Ma il giorno è arrivato.
C'è una frase che mi ha colpito, il giorno della festa: "...ci si dice sempre arrivederci, ma tanto poi si sa...che non ci si rivedrà più al 99%...".
Mi ha fatto star male, soprattutto perché è vera. Quanti arrivederci si dicono, per mascherare invece la parola giusta per quel momento, cioè addio...
Non so ancora se sarà un addio o un arrivederci, so solo che ce la metterò tutta per venire in Argentina a trovarti, Este.
Perché mi hai detto alcune cose negli ultimi giorni che non potrò mai dimenticare, ma soprattutto perché non ne hai dette altre, magari troppe e banali.
Hai detto che parti povero di materiale, ma stra-ricco di emozioni e sentimenti. Anche io lo sono, e a nostro modo anche io parto...non prendo un aereo, ma continuo il mio cammino senza un carissimo amico.

domenica 22 luglio 2007

Sport e vita (di tutti i giorni)

Pubblico questo post, che ha realizzato un amico.
Lo trovo molto interessante e stimolante, perché parla anche di rugby...
Grazie Velies.

L'omosessualità nello sport è ancora coperta da un tabù incrollabile e, anzi, non molto tempo fa un giudice di merito si pronunciò sostenendo l'assoluta inconciliabilità della "qualifica di omosessuale" con la condizione di atleta professionista, segno evidente che il pregiudizio è ancora duro a morire.

Tuttavia, non tutti i gay si dedicano allo shopping e alla cura delle proprie unghie: ho contattato un rugbysta che gioca a livello amatoriale, omosessuale dichiarato (nei termini che vedrete), e lui è stato così gentile da rispondere a qualche domanda e a prestarsi a questa specie di "intervista". Le virgolette sono d'obbligo perchè le domande, ahimè, non sono il massimo. In compenso, intelligenti e attente sono le risposte, anche se, come ha detto il nostro amico "mi fa un po' strano scriverti così tanto di me, anche di cose che ritengo personali…"

Un rugbysta omosessuale... molti "regolari" farebbero fatica a crederci...
Beh... Pratico il rugby da 14 anni ed è entrato nel mio DNA, la squadra è ormai una famiglia per me. Succede in tutti gli sport di squadra, ma nel rugby i compagni sono qualcosa di più: non ci si allena e gioca solamente insieme, ma si fanno feste, tornei per beneficenza, si esce a bere una birra molte sere a settimana in compagnia. Con morose, mogli, amici, parenti…


Sei l'unico omosessuale della squadra?
No: siamo in due, e, fino a 4-5 anni fa, nessuno dei due sapeva dell'altro. Abbiamo gestito la cosa in maniera diversa, anche per via delle differenze di età. Lui si è dichiarato ufficialmente, e la squadra l'ha presa bene. Magari i primi tempi qualce scivolone con qualche battuta pesante, ma fatta più per stereotipo che per cattiveria o intento maligno.

E tu? Hai avuto paura di essere rifiutato?
Ovvio che la paura del rifiuto c'è stata. Parecchia. Si parla comunque di uno sport in cui c'è contatto fisico, ci si fa la doccia nella stessa stanza, ci si vede nudi…e la goliardia che ruota attorno a questo sport è spesso basata su scherzi, battute e cose con riferimenti sessuali. Alla fine bisogna fare i conti con gli stereotipi e con le leggende, purtroppo. A quel punto sta alla sensibilità delle persone che hai di fronte...

Sei dichiarato?
No, anche se il mio amico in pratica mi aveva aperto la strada. Non devo giustificarmi con nessuno; inoltre, visto che con lui erano tranquilli, non ne vedevo la necessità (il gesto provocatorio "apripista" era già andato a buon fine). C'è un altro motivo, forse quello fondamentale: nella società ricopro, oltre al ruolo di giocatore, anche quello di membro del consiglio direttivo e di allenatore di squadre juniores. L'ho fatto per evitare imbarazzi alla società: i ragazzini di oggi non hanno più nessun problema di fronte a certe argomenti, ma forse i genitori... Così mi son sempre fatto… i fatti miei. ;-)

Non dirmi che non lo sa nessuno!
L'ho confidato tempo fa ad alcuni compagni di squadra, con i quali esco tutt'ora 3-4 sere a settimana, e con i quali abbiamo creato una compagnia di amici (diciamo che sono i miei migliori amici sia in campo che nella vita fuori). Anche loro l'han presa benissimo. Ovvio che non se l'aspettavano, visto che mi ritengo un tipo totalmente maschile. Ultimamente, dopo aver raggiunto un certo equilibrio personale, ho cominciato a portare fuori con la squadra il ragazzo con cui esco, senza fare chissà che presentazioni. Ormai penso l'abbiano capito tutti, ma l'ambiente è rimasto totalmente sereno. Anzi.

Di che cosa parli con i compagni? Riesci a comunicare? Ti senti mai... "alla finestra", ascoltandoli?
Certo che ci riesco! E' ovvio, i discorsi che si fanno cadono sulle donne (se mi permetti il termine anche se volgare, sulla figa :-P). Io dico la mia, valutando oggettivamente l'estetica. Poi, oltre…non mi sono mai espresso, ma, no, non mi sono mai sentito alla finestra. Semplicemente, non avevo e non ho più di tanto da dire.


Scusa la domanda... "da caserma", ma credo che te l'abbiano fatta tutti: "come fai", negli spogliatoi?
Eh eh… questa domanda me l'hanno posta quasi tutti gli amici gay che ho e pochissimi degli amici etero... Stare nudi per me è normale. Gioco dall'età di 12 anni e ormai non mi fa né caldo né freddo. Sono abbastanza razionale da controllarmi. Poi siamo una famiglia, siamo molto legati, mai e poi mai mi permetterei di fare "lo scemo" rischiando di perdere delle amicizie molto molto profonde. Certo, l'occhio lo si butta, ma siamo umani. E poi lo fanno (e anche spesso) anche gli etero ;-)

Qualche momento di imbarazzo?
Un po' di imbarazzo ogni tanto lo colgo, ma penso sia normale. Si butta li una battuta (fatta con il cuore) e si va avanti… Io stesso ricevo battute (fa parte del gioco), ma mai cattive: sono sempre stato una persona corretta, mai fatto allusioni, ammiccamenti o cose ambigue, per cui mi sono guadagnato un certo rispetto, come giocatore e come persona.

Un rapporto normalissimo, quindi!!

Certamente! Alcuni compagni di squadra, specie all'inizio, erano curiosi di sapere e capire cosa, come, dove, perché… Anzi, poi alcuni di loro li ho pure portati con me a ballare con le loro morose e i miei amici gay in disco gay. E si son divertiti una cifra...

Grazie per esserti prestato a questo gioco.
E' stato un piacere. Spero di essere stato abbastanza esauriente: ci sarebbe da scrivere un libro intero…anche perché poi son tutti fatti che si legano in maniera complessa e indissolubile con tutto il resto della mia vita: famiglia, amici, studio…

Se volete commentare direttamente sul blog di Velies, questo è il link: Parole in libertà


lunedì 16 luglio 2007

Un anno fa...




Un anno fa....tante cose.
E tante cose son cambiate da un anno a questa parte...proprio tante...

Foto_1 Redentore in piazza San Marco a Venezia. Tratta da: www.ansa.it
Foto_2 Valsugana Rugby Padova a Capoterra (Ca - Sardegna). Finale promozione in serie B campionato 2005-06

martedì 3 luglio 2007

lunedì 2 luglio 2007

Rivelazioni, confessioni e presentazioni

Settimana molto intensa quella passata.
Settimana di rivelazioni e presentazioni.
Amici, compagni di squadra e famiglia.
Forse finalmente sto trovando il mio posto nel mondo...
Sicuramente l'ho trovato tra i miei amici, e pian piano lo sto trovando anche tra i miei compagni di squadra.
Finalmente posso essere sereno in ogni situazione, posso contare sulle persone che mi circondano, posso essere me stesso al 100% come pochi finora han potuto apprezzarmi/sopportarmi.

Quando rimani deluso da una situazione, da una storia, dal rapporto con una persona, è sempre molto molto difficile riprendersi.
La classica frase è:"ci vuole tempo". Ed è proprio vero. Ed è vero che ognuno ha i propri tempi e i propri modi.
Il mio ultimo periodo è stato scandito da due "mantra" se così vogliamo chiamarli: "lascia che le cose scorrano" e "un passo alla volta". E stanno funzionando....staremo a vedere.

Probabilmente rileggendo le frasi che ho scritto sopra scoprirò che han poco senso in un discorso generale, ma in questo momento le sto scrivendo così di getto. Sperando che sia un modo non banale per scaricare la tensione e l'emozione di questa settimana molto, molto intensa.

Un ringraziamento speciale va a Cristina, una ragazza dolcissima, che al momento conosco poco e che credo non leggerà mai questo blog purtroppo, ma che riassume lo spirito di tutti i miei amici.
"...perchè mai dovrebbe essere stato uno shock!!! Siamo grandi, per me è una cosa normale, non si decide chi amare, si ama e basta!"