Visualizzazione post con etichetta Riflessioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Riflessioni. Mostra tutti i post

martedì 10 febbraio 2009

a proposito di risparmio...

mercoledì 7 gennaio 2009

Ansia e paura



Ce la farò?
E dopo cosa farò?
E se non mi piacesse più fare quello per cui ho impegnato 8 anni della mia vita?
E se mollassi tutto?

Ansia, ansia, ansia.......paura.

sabato 12 luglio 2008

The summer is magic

Lenta, umida, afosa. La mia estate sta passando.
Pian piano, senza grossi sconvolgimenti, ma ricca di conferme, soddisfazioni, punti di arrivo e qualche buona notizia.
Sto guardando fuori dalla mia finestra, davanti a me il quartiere riposa tranquillo avvolto nella languida atmosfera tipica dei pomeriggi dei weekend estivi.
Fuori umidità, afa, qualche uccello. Di tanto in tanto una macchina che passa velocemente, quasi costretta a far la spola tra un posto e l'altro, saltando da un ambiente climatizzato all'altro, come si fa d'estate in spiaggia, quando si cammina sulla sabbia nell'ora più calda, saltando da un'ombra all'altra, per non scottarsi i piedi.
L'unico suono che attira l'attenzione più di tutti è il continuo e sommesso ronzio dei condizionatori. Veri padroni dell'aria e del suono delle nostre estati.
Dentro, 25 gradi asciutti. Aria condizionata, ovviamente. Ma un'aria che non è più quella viva della finestra aperta. Aria confezionata la chiamo io.
Ovvio che non disdegno, grazie ad essa alla notte almeno si può riposare, senza alzarsi al mattino più stanchi di prima, nella famosa pozza di sudore...
L'estate è sempre stato il periodo dell'ozio. Mare, dormire fino a tardi, vacanze e compiti per le vacanze. Crescendo queste cose han sempre mutato in percentuale rispetto al tempo totale a disposizione, ma son rimaste le stesse.
Quest'anno, invece, la mia estate è cambiata.
Il lavoro che ormai è diventata una componente "seria" e continua nella mia vita (contratto a tempo indeterminato "guadagnato" a fine giugno) e studio intenso ormai "agli sgoccioli" (1 esame mancante, tesi in fase di elaborazione) la fanno da padroni.
Niente ferie. Almeno per quest'anno, niente ferie "classiche", luglio o agosto. Si vedrà a ottobre (spero!).
Per il momento cerco di adattarmi a questa nuova routine.
I pomeriggi si alternano tra studio e qualche ora in piscina.
Qualche aperitivo in tarda serata, una pizza in qualche giardino estivo e serate all'aria aperta con gli amici.
Giardino, qualche candela, una birra fresca, magari un pò di musica o una partita a carte. Il relax migliore. Ogni tanto una caotica evasione in qualche locale notturno, per non perdere l'abitudine alla "movida" notturna. Qualche incursione nel confezionamento di qualche centro commerciale. Il resto è gran calma e tranquillità.
Quando poi, giorno dopo giorno, capisci sempre più di aver trovato una persona più che speciale al tuo fianco, cosa chiedere di meglio?

domenica 24 febbraio 2008

La domenica mattina

Ci sono domeniche mattine diverse, segnate da eventi, rituali e orari diversi. Caratterizzate dall'essere frequenti o quasi rare. Alcune le odi, altre le attendi con ansia, altre ancora sono quasi mistiche...
Domenica pre-partita.
Da buon sportivo la domenica prima della partita è quasi mistica. Sempre lo stesso modo di alzarsi e prepararsi. Riti ripetuti scaramanticamente, per non rompere un equilibrio che sembra quello "giusto" anche per l'esito della partita.
Sono le domeniche più ricorrenti della mia vita. Per 14 anni, per oltre 9 mesi all'anno.
Variano leggermente nell'orario, a seconda se si gioca "in casa" o "fuori".
Sveglia, colazione con un ben definito numero di fette biscottate-burro-marmellata (in genere 6,non una di più) e tazzone di caffelatte. Poi la preparazione della borsa, con cura meticolosa per i dettagli e l'ordine di "ingresso" degli oggetti nella suddetta, il tutto con un adeguato sottofondo musicale molto ritmato. Sono tutte domeniche con una tensione interna particolare, nervose ma non isteriche. Elettriche e perchè no, anche magiche si.
Domenica senza partita.
Alter-ego di quella pre-partita.
Si finisce sempre col non fare nulla. Presi dal panico di avere troppe cose da fare, si finisce con l'oziare a letto o sul divano. Una variante può essere quella di fare un "giro" da qualche parte, fuori città, ad una mostra-fiera-festa.
In alternativa si può avere una Domenica post-disco.
Domenica post-disco.
La domenica di riposo forzato. E' caratterizzata soprattutto dal livello alcolico raggiunto il sabato notte, ma in genere ha sempre 3 fasi.
1-si dorme fino a tardi (tipo metà pomeriggio) con conseguenti ire di mamma che ha preparato il pranzo per stare tutti assieme...
2-mal di testa/posacenere in bocca/stato quasi febbricitante
3-si hanno le forze solo per alzarsi dal letto, lavarsi, bere tanta acqua e poi collassare sul divano.
Domenica festiva.
In genere si passa con gli amici. O i compagni di squadra. Con grigliata gigante se il tempo lo permette.
In qualche caso si ha la precettazione dei parenti, ma si cerca di "svicolare" il prima possibile.
Domenica di lavoro.
Lavorando sono le domeniche peggiori. Non per il posto in cui lavoro (Ikea), anzi per fortuna il lavoro mi piace e mi trovo bene con i colleghi (son quelli che salvano la giornata), ma son quelle che ti limitano il sabato sera e ti tolgono dal letto quando sai che è la giornata di riposo per eccellenza per almeno l'80% delle persone. Se poi contiamo che mi alzo alle 04 del mattino.....
Domenica di riposo.
Da quando ho cominciato a lavorare sono le domeniche più rare (1 al mese).
Cerco che sia più varia possibile. E' quella che aspetto con ansia, perchè ogni volta diversa e stimolante.
Generalmente è di due tipi:
o una domenica di relax totale, film-libri-cultura e riposo o è una domenica post-disco.

Da poco poi ho scoperto il piacere della Domenica di coppia.
Grazie ad M.
Da 8 mesi le mie domeniche di coppia sono le più belle. Le più dolci e romantiche che abbia mai avuto.
Dipende se lavoro o meno, ovvio. Ma anche quando lavoro e sono con M. è un'altra domenica.
Se lavoro la cosa più bella è alzarsi piano e vedere la persona che ami al tuo fianco, far piano per non svegliarla....guardarla dormire.... e uscire di casa con un sorriso "ebete" che ti accompagna lungo la strada per arrivare al lavoro e per tutta la mattinata.
Se non lavoro, ovvio, svegliarsi nel calore di un letto condiviso e dedicarsi le giuste attenzioni non ha parole per essere descritta.

Quale preferisco? La risposta direi che appare alquanto scontata, ma alla fine nessuna mi dispiace. Ogni domenica mattina ha la sua bellezza. L'importante è che sia sempre diversa, per dar movimento e non fossilizzarsi.
L'unica a cui ormai ho quasi rinunciato è quella post-disco. Nel senso che so pormi un limite il sabato sera, per riuscire a gustarmi la domenica mattina.


Rapido aggiornamento: Università.
Esami programmati per la sessione di gennaio/febbraio: 2
Esami superati nella sessione di gennaio/febbraio: 2
Fisica tecnica: 24
Trasporti urbani e metropolitani: 24
Sono a -2. Ed entro fine mese si comincia la tesi....

martedì 8 gennaio 2008

Caro Babbo Natale...

Caro Babbo Natale,
è vero, di solito la letterina va scritta PRIMA della vigilia di Natale, ma quest'anno vorrei andare contro corrente, e scriverla dopo. Visto che non credo ti abbia mai scritto nessuno dopo. Tutti contenti e felici dei regali, e tutti che se ne fregano di dire almeno grazie.
Grazie è una parola che, facendo attenzione, pochi usano. Con il passare del tempo è una parola che purtroppo sta scomparendo. Vuoi per il modificarsi del linguaggio per motivi evoluzionistico-informatici, vuoi per la sempre più scarsa educazione (per non dire inesistente) dei giovani...

Grazie è una parola scontata...ma dal significato ancora importante. Ringraziare una persona non significa farlo solo quando ti aiuta o ti fa un favore materiale.

Trovo giusto ringraziare una persona ogni qual volta ci fa stare bene, ci dona un pò del proprio tempo, una parola di conforto, una spalla su cui piangere o semplicemente qualche momento di silenzio ad ascoltarci.

Ecco allora, caro Babbo, che ti ringrazio. Ti ringrazio tanto perchè quest'anno il regalo me l'hai portato 6 mesi prima. Quest'anno il regalo più bello è stato riscoprire la gioia e la voglia di amare e di voler bene alle persone.
Quest'anno il mio regalo è stato, finalmente, trovare il mio posto nel mondo. Con i miei cari, i miei amici, con una persona speciale al mio fianco.
Il mio regalo: serenità, equilibrio, gioia, amore. Con una persona veramente molto speciale.
Grazie Babbo. Grazie M.
Grazie.

giovedì 3 gennaio 2008

Origini

Per fortuna capita raramente, poche volte all'anno, ma capita. E quando capita, vengo catapultato in un enorme flash-back.
E spesso mi ritrovo a ragionare su quanto poco conoscessi quella data persona o quell'altra, e quanto tutti i presenti conoscessero poco la persona in questione, al di fuori dei parenti e degli amici stretti. O magari, invece, quanto bene la conoscessi, a tutti i momenti passati insieme...

Credo che i funerali siano dei momenti di veri e sinceri ricordi.
Degli enormi flash-back, durante i quali si rivedono fatti, momenti, aneddoti, periodi passati insieme ad una data persona, o magari solamente condivisi di sfuggita.

I funerali sono delle "riunioni sull'avanzamento del tempo"; momenti nei quali si rivedono persone che da tanto tempo non si incontravano più, e ci si rende conto di quanto il tempo passi. In fretta o meno, non ha importanza...quel che conta è che passa. Per tutti.

Non voglio entrare nell'ambito del dolore, del fatto che sia giusto o meno che una persona venga tolta ai suoi cari, amici, parenti, alla sua vita.
Questo è solo per dire che i funerali son sempre una cosa strana. Specie se "per fortuna" (con tutti il rispetto) si ha un legame debole con la persona defunta.

Se poi si abita in un paesotto come il mio, il funerale è, ahimè, sempre il momento della "conta" tra i più vecchi....ed è il luogo dei pettegolezzi e delle chiacchiere.
Dove la comunità vive una doppia faccia: la prima triste e rammaricata della perdita, prostrata nel dolore....e l'altra più meschina, acida che si lancia a "ravanare" nel torbido delle vite private...
E più la comunità è piccola, più questo gioco a due facce è coinvolgente...
A volte, per fortuna, son solo chiacchiere positive, per ricordare in maniera allegra una persona.

Trovo strano che gli italiani non abbiamo mai pensato di fare i funerali all'americana, come quelli che si vedono nei film....
Conoscendo i modi, usi e costumi del popolo italico....ne verrebbero fuori delle belle. Potrebbero dedicare un'intera rubrica di Studio Aperto, o girarci una fiction...