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giovedì 3 gennaio 2008

Origini

Per fortuna capita raramente, poche volte all'anno, ma capita. E quando capita, vengo catapultato in un enorme flash-back.
E spesso mi ritrovo a ragionare su quanto poco conoscessi quella data persona o quell'altra, e quanto tutti i presenti conoscessero poco la persona in questione, al di fuori dei parenti e degli amici stretti. O magari, invece, quanto bene la conoscessi, a tutti i momenti passati insieme...

Credo che i funerali siano dei momenti di veri e sinceri ricordi.
Degli enormi flash-back, durante i quali si rivedono fatti, momenti, aneddoti, periodi passati insieme ad una data persona, o magari solamente condivisi di sfuggita.

I funerali sono delle "riunioni sull'avanzamento del tempo"; momenti nei quali si rivedono persone che da tanto tempo non si incontravano più, e ci si rende conto di quanto il tempo passi. In fretta o meno, non ha importanza...quel che conta è che passa. Per tutti.

Non voglio entrare nell'ambito del dolore, del fatto che sia giusto o meno che una persona venga tolta ai suoi cari, amici, parenti, alla sua vita.
Questo è solo per dire che i funerali son sempre una cosa strana. Specie se "per fortuna" (con tutti il rispetto) si ha un legame debole con la persona defunta.

Se poi si abita in un paesotto come il mio, il funerale è, ahimè, sempre il momento della "conta" tra i più vecchi....ed è il luogo dei pettegolezzi e delle chiacchiere.
Dove la comunità vive una doppia faccia: la prima triste e rammaricata della perdita, prostrata nel dolore....e l'altra più meschina, acida che si lancia a "ravanare" nel torbido delle vite private...
E più la comunità è piccola, più questo gioco a due facce è coinvolgente...
A volte, per fortuna, son solo chiacchiere positive, per ricordare in maniera allegra una persona.

Trovo strano che gli italiani non abbiamo mai pensato di fare i funerali all'americana, come quelli che si vedono nei film....
Conoscendo i modi, usi e costumi del popolo italico....ne verrebbero fuori delle belle. Potrebbero dedicare un'intera rubrica di Studio Aperto, o girarci una fiction...

martedì 11 dicembre 2007

Tutto bloccato!!!

sabato 1 dicembre 2007

1 dicembre 2007













Non credo servano parole. A volte i simboli dicono tutto, e anche di più. Sono universali, e varcano ogni confine geografico, civile, razziale, sessuale, religioso, culturale.

mercoledì 28 novembre 2007

Dall'altra parte della barricata
















Da quando ho cominciato a lavorare seriamente (cioè non come riempitivo estivo, in regola e tutto quel che ne segue) mi son accorto di come, purtroppo, il cliente sia maleducato e scortese.
Il cliente in generale, che si parli di un avventore di un bar, di un centro commerciale, di un socio a qualche società, associazione, ma anche di una persona che semplicemente entra in un qualche negozio, anche solo per chiedere un'informazione, che magari non ha nulla a che vedere con i prodotti e con la vendita trattati in quel luogo.
E quel che fa più specie è il fatto che non ci sono clienti maleducati e altri no. Non ci sono "gli altri" che sono clienti maleducati e "noi" che siamo buoni clienti, educati e pazienti.
Tutti diventiamo clienti, nel momento in cui siamo "fuori servizio" ed entriamo in qualsiasi negozio, fabbrica, associazione e quant'altro.
E tutti predichiamo in un modo e "razzoliamo" in un altro.
Chi non si è mai lamentato con moglie, amici, parenti e conoscenti delle richieste più assurde e disparate capitategli al lavoro, soprattutto a cena, o davanti ad una birra al pub, o in una pausa sigaretta?
A chi non è mai capitato di avere la famiglia "tornado", che in pochi istanti distrugge il locale, facendo impazzire commesse/colleghi/direttore e quant'altro?
Chi non è mai andato dietro per un'ora (lasso di tempo arrotondato per difetto, mooooolto per difetto) alla coppia mamma & figlia che fanno ristruttura il negozio per poi non comprare nulla?
Chi non ha mai avuto a che fare con le varie e variegate lamentele di clienti più o meno nervosi, più o meno scocciati, più o meno infuriati, più o meno maleducati? molto più che meno....per essere diplomatici?
Chi non potrebbe scrivere un libro sulla "tipologia di clienti"?

Ma, analizzando bene la cosa....chi può dire che nessuna di queste poche (ma ben più ampie) cose non potrebbe tranquillamente specchiarla su se stesso, almeno una volta nella vita (per essere tremendamente buoni e diplomatici dico una)....????
Chi non ha mai infierito sulla cassiera al supermercato che "fatalità" è imbranata, o deve cambiare per forza proprio in quel momento il turno/lo scontrino/una banconota da 500 euro andando in cerca dei soldi per tutto il negozio?
Chi non ha mai protestato in maniera "molto accesa" con un servizio clienti/commessa/direttore?
Chi non è mai entrato in un negozio, senza salutare, facendo un macello (vedi tirar fuori tutto) senza comprare nulla, solo per il gusto di impegnare il tempo (proprio va bene, ma di tutto il resto del giorno della commessa)?

Sinceramente non riesco a capire questa situazione...di solito la frase più comune è:"prova a metterti nei miei panni, e capiresti molte cose".
Ma tutti siamo nei panni di "dar servizio a qualcuno" (nota: ben diverso dall'essere servi di qualcuno, sia ben chiaro!!!) e nonostante questo, tutti siamo maleducati e sgarbati quando stiamo dall'altra parte della "barricata".
Non so. Sinceramente a questo non so dare spiegazione, ne una risposta.

venerdì 7 settembre 2007

Vaffanculo Day



V-DAY: SUPERATE 200 MILA ADESIONI, PAROLA ALLE PIAZZE ROMA
Oltre 200 mila adesioni, 223 piazze italiane e 30 estere: sono i primi numeri del V-Day o meglio del Vaffanculo Day di Beppe Grillo. Una protesta contro una politica che lui considera autoreferenziale e lontana dal cuore popolare. Grillo risponde con una proposta concreta e si fa promotore di una legge popolare articolata in tre semplici punti: ineleggibilità per i cittadini che hanno subito condanne, limitazione del l'eleggibilità al Parlamento a due legislature, preferenza diretta per l'elezione dei parlamentari.

E dà un elenco delle città dove il v-day farà tappa con volantinaggio, affissioni e anche sit o 'camminate' come, Barcellona, Calgary, Chicago, Dublino, ma anche New York e Tokio. "Sarà una giornata di partecipazione popolare - promette Grillo - di democrazia dal basso, organizzata e pagata dalla gente. Andate sui forum dei meetup della vostra città se volete dare una mano ai banchetti, contribuendo economicamente o come autenticatori, se potete".
Articolo tratto dal sito: Ansa.it

Link al blog di Beppe Grillo --- clicca qui.

mercoledì 29 agosto 2007

I dilemmi di Venezia: ponte o laurea?


foto tratta dal sito: ansa.it
Da quando mi son iscritto alla facoltà di architettura a Venezia, una delle prime domande che mi son sempre fatto è stata: riuscirò a laurearmi prima o dopo la costruzione del ponte di Calatrava (4° ponte sul Canal Grande) a Venezia?
Finalmente questa domanda ha avuto una risposta.
Di conseguenza, credo che quest'opera rimarrà parecchio impressa nella mia mente, perchè segna un punto importante per la misurazione dello scorrere del mio tempo da studente.
Il ponte lo stanno costruendo, finalmente. E io sono quasi agli sgoccioli con la laurea...
Che sia un segno?


Il ponte a me piace. Già solo la struttura, non ancora finita.
Mi è sempre piaciuto.
Non voglio entrare nel merito delle polemiche, ce ne son state e ce ne saranno fin troppe.
Però, a mio personale parere, rappresenta quello che è Venezia, in tutto e per tutto.
Città "eterna", che però (giustamente) fatica e ha paura del progresso, del cambiamento, in continua lotta tra il "rimanere" e il trasformarsi.
Che poi, a ben guardare, nel suo rimanere è sempre stata oggetto di continue trasformazioni.
Il nuovo ponte è il simbolo di queste contraddizioni. Elemento super moderno, in una città antica. Simbolo delle provocazioni e delle contraddizioni, delle sfide e delle discussioni che da sempre circonda Venezia, città d'arte, cultura, di cinema e di architettura. Città magica.
Anche se molti diranno che non c'è arte, non c'è cultura nel nuovo ponte, io dico che è un simbolo. A suo modo.
E per me è un simbolo perchè rappresenta anche un mio futuro (a breve termine) momento di grossi cambiamenti.


le due foto sopra sono tratte dal sito: ansa.it

Alcuni link al progetto:
www.calatrava.com
http://www.hbgroup.it/calatrava/foto.htm
http://www.invenicetoday.com/tour/ponti/4ponte.htm
http://www.youtube.com/watch?v=yNHiCYvL-sE
Se non vi bastano....cercate in google...c'è da stancarsi...

sabato 7 luglio 2007

"Scusate il ritardo"


QUARANTA ANNI PER UNA STRADA, LO STATO SI SCUSA BUONABITACOLO (SALERNO) - Quaranta anni per completare una strada? Sono troppi, e così a Buonabitacolo, nel Sud del Salernitano, il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, e il presidente dell'Anas, Pietro Ciucci, hanno chiesto scusa per il ritardo di un'opera vitale nei collegamenti. Di Pietro, partecipando all'inaugurazione dell'ultimo tratto della statale 517, la 'Bussentina', la strada a scorrimento veloce che, iniziata circa 40 anni fa, collega il Vallo di Diano al Golfo di Policastro, è intervenuto "per dire soltanto poche parole, parole dette con il cuore. Chiedo scusa a nome delle istituzioni per il ritardo con cui si concludono i lavori di una così importante arteria di collegamento.
La strada Bussentina deve servire come esempio per il futuro. Non bisogna aspettare più 40 anni per completare una strada".

"Scusate il ritardo" è stato il commento del presidente dell'Anas Pietro Ciucci. "Malgrado il ritardo oggi per noi è un giorno di festa, e la festa continuerà anche a fine luglio , precisamente il 26, allorquando ritornerò - dice Ciucci - in provincia di Salerno per aprire al traffico alcuni tratti della Salerno-Reggio Calabria".

Un unico commento degno di nota: che schifo!!!

Notizia tratta dal sito: www.ansa.it