mercoledì 28 novembre 2007

Dall'altra parte della barricata
















Da quando ho cominciato a lavorare seriamente (cioè non come riempitivo estivo, in regola e tutto quel che ne segue) mi son accorto di come, purtroppo, il cliente sia maleducato e scortese.
Il cliente in generale, che si parli di un avventore di un bar, di un centro commerciale, di un socio a qualche società, associazione, ma anche di una persona che semplicemente entra in un qualche negozio, anche solo per chiedere un'informazione, che magari non ha nulla a che vedere con i prodotti e con la vendita trattati in quel luogo.
E quel che fa più specie è il fatto che non ci sono clienti maleducati e altri no. Non ci sono "gli altri" che sono clienti maleducati e "noi" che siamo buoni clienti, educati e pazienti.
Tutti diventiamo clienti, nel momento in cui siamo "fuori servizio" ed entriamo in qualsiasi negozio, fabbrica, associazione e quant'altro.
E tutti predichiamo in un modo e "razzoliamo" in un altro.
Chi non si è mai lamentato con moglie, amici, parenti e conoscenti delle richieste più assurde e disparate capitategli al lavoro, soprattutto a cena, o davanti ad una birra al pub, o in una pausa sigaretta?
A chi non è mai capitato di avere la famiglia "tornado", che in pochi istanti distrugge il locale, facendo impazzire commesse/colleghi/direttore e quant'altro?
Chi non è mai andato dietro per un'ora (lasso di tempo arrotondato per difetto, mooooolto per difetto) alla coppia mamma & figlia che fanno ristruttura il negozio per poi non comprare nulla?
Chi non ha mai avuto a che fare con le varie e variegate lamentele di clienti più o meno nervosi, più o meno scocciati, più o meno infuriati, più o meno maleducati? molto più che meno....per essere diplomatici?
Chi non potrebbe scrivere un libro sulla "tipologia di clienti"?

Ma, analizzando bene la cosa....chi può dire che nessuna di queste poche (ma ben più ampie) cose non potrebbe tranquillamente specchiarla su se stesso, almeno una volta nella vita (per essere tremendamente buoni e diplomatici dico una)....????
Chi non ha mai infierito sulla cassiera al supermercato che "fatalità" è imbranata, o deve cambiare per forza proprio in quel momento il turno/lo scontrino/una banconota da 500 euro andando in cerca dei soldi per tutto il negozio?
Chi non ha mai protestato in maniera "molto accesa" con un servizio clienti/commessa/direttore?
Chi non è mai entrato in un negozio, senza salutare, facendo un macello (vedi tirar fuori tutto) senza comprare nulla, solo per il gusto di impegnare il tempo (proprio va bene, ma di tutto il resto del giorno della commessa)?

Sinceramente non riesco a capire questa situazione...di solito la frase più comune è:"prova a metterti nei miei panni, e capiresti molte cose".
Ma tutti siamo nei panni di "dar servizio a qualcuno" (nota: ben diverso dall'essere servi di qualcuno, sia ben chiaro!!!) e nonostante questo, tutti siamo maleducati e sgarbati quando stiamo dall'altra parte della "barricata".
Non so. Sinceramente a questo non so dare spiegazione, ne una risposta.

sabato 24 novembre 2007

Ikea/2


















Ovviamente le battute sul mio nuovo lavoro non han tardato ad arrivare...
Questa è fresca-fresca di oggi...da parte di M.

Ikea/1
















E' già passato un mese (e qualche giorno) dal mio "debutto"....
E' già passato un mese e quasi non me ne sono accorto.
Ok, non è proprio semplice alzarsi alle 4 del mattino e cominciare a lavorare alle 5, però....mi piace.
Mi piace l'azienda, mi piace il gruppo di persone nel quale sono entrato...e mi piace anche il lavoro. A me da un sacco di soddisfazione.
A differenza di quanto di possa immaginare, direi che Ikea è un'oasi felice. Non sei un numero, non sei un dipendente...ma sei Nicola, Marco, Annalisa, Luca....sei tu. Tutti si salutano con un semplice "ciao", dal mega-capo (store manager) agli addetti alle pulizie. Non ci sono cerimoniali, sottomissioni, caste...
Il gruppo poi è splendido. Si lavora, molto, ma lo si fa in un clima di tranquillità e divertimento.
L'azienda poi ha tutta una propria filosofia di "vita", tutta "svedese", altro che la mentalità classica italiana.
Direi proprio che son contento e soddisfatto. Un'esperienza da fare, molto bella e molto ricca.